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Caldaie a condensazione

caldaia a condensazioneNegli ultimi anni l’esigenza di ridurre i consumi energetici e l’inquinamento ambientale è stata la spinta per la ricerca e  lo sviluppo di nuove tecnologie, con la definizione di un numero preciso di ore di accensione  per il riscaldamento degli edifici e degli uffici, a seconda delle località di riferimento.

Oltre alle solite caldaie esistenti che sono diffuse in quattro famiglie su cinque, pochi sono a conoscenza delle Caldaie a condensazione.
Quest’ultime costituiscono una notevole innovazione, esse attualmente stanno sostituendo completamente le caldaie standard.

Molto semplicemente cercheremo di spiegare cosa sono, a che servono e quali sono i benefici che portano all’ambiente e alle nostre tasche.
Cos’è la Caldaia a Condensazione?
Durante il periodo invernale la spesa per il riscaldamento implica bollette maggiori di gas ed elettricità.

Per riscaldare l’acqua con costi inferiori a quelli a cui normalmente siamo abituati, possiamo usare le Caldaie a Condensazione.
Prima, però, è doveroso spiegare cos’è il calore latente liberato dalle caldaie.

Per far fronte alle esigenze di riscaldamento e di acqua calda sanitaria di un appartamento standard di circa 100 metri quadrati, occupato da quattro persone, con riferimento a condizioni climatiche miti, è sufficiente una caldaia standard di 24 kW che deve avere un rendimento  non inferiore  a (88+2logPn)-1 con Pn potenza nominale della caldaia (riferimento D.Lgs 192/05 adeguato al D.Lgs 311/06 e modificato dal D.M. 26.06.2009).
Tale valore è di circa  90 %.
Secondo gli stessi riferimenti una caldaia a condensazione deve avere un rendimento non inferiore a (90+2logPn)-1, un valore nettamente superiore al 90%.
La tecnologia della condensazione permette di trasferire all’acqua da riscaldare, attraverso uno scambiatore, il calore prodotto durante la condensazione dei fumi di scarico.

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Il calore latente di condensazione viene fornito all’acqua di ritorno della caldaia, cioè l’acqua da riscaldare.
Inoltre, una minore temperatura dei fumi in uscita dalla caldaia a condensazione, generalmente 80 °C  rispetto ai circa 100 °C per le caldaie standard, permette di ridurre anche la quantità di calore disperso attraverso il mantello della stessa caldaia.

Il valore più basso della temperatura dei fumi rispetto alle caldaie standard  permette di utilizzare dei sistemi di fumisteria in PVC, più economici e maneggevoli in fase di installazione.
Installazione o sostituzione di una Caldaia a Condensazione
Installare una Caldaia a condensazione risulta molto più semplice Caldaia a condensazione Ecoflam DUATRON KOMPAKTdi una comune caldaia.

Sostituendo una caldaia standard con una caldaia a condensazione e rispettando i riferimenti legislativi sopra citati è possibile avvalersi delle detrazioni del 55% delle spese sostenute, fino al 31.12.2012.

Tuttavia nella sostituzione di una vecchia caldaia occorre tenere conto del tipo di combustibile disponibile.Infatti, i vantaggi della condensazione sono maggiori nel caso di utilizzo del metano come gas combustibile, rispetto ad altri gas combustibili.

Ogni combustibile ha un suo potete calorifero definito come il calore prodotto a seguito della  sua combustione completa.Il potere calorifero inferiore non tiene conto dei fenomeni di condensazione, mentre il potere calorifero superiore tiene conto anche di tali fenomeni.

Quanto maggiore è la differenza tra potere calorifero inferiore e potere calorifero superiore, tanto maggiore è la quantità di calore recuperabile con la tecnica della condensazione.Per i principali combustibili la differenza tra potere calorifero superiore ed inferiore risulta essere dell’11% per il metano, del 6% per il gasolio e dell’8,4% per il butano.

Inoltre, installando una caldaia a condensazione occorre prevedere degli scarichi di condensa, opportunamente convogliati  e valutare il tipo di impianto di riscaldamento di cui si dispone. I maggiori vantaggi con una caldaia a condensazione si ottengono con impianti a basse temperature.

L’accoppiamento ideale è una caldaia a condensazione ed un impianto a pannelli radianti, essi lavorano con  acqua di mandata a 40/45°C e temperature dell’acqua di ritorno a 30/35 °C, l’utilizzo di un pannello solare termico da luogo ad un vero e proprio sistema integrato capace di sfruttare combustibili fossili e l’energia solare come risorse  alternativa e rinnovabile.

I vecchi impianti di riscaldamento venivano progettati per lavorare con temperature dell’acqua in mandata e ritorno rispettivamente di 80/85°C e 70/75°C. In presenza di un vecchio impianto a radiatori la tecnica della condensazione può essere sfruttata solo nel periodo invernale meno rigido, quando l’impianto può lavorare con temperature relativamente basse.

Tuttavia molti vecchi impianti a radiatori sovradimensionati nel numero di elementi, offrono una superficie maggiore di quella necessaria per ottenere le temperature di progetto, in tal modo è si può  valutare la possibilità di farli lavorare con temperature minori e sfruttare i vantaggi della condensazione.

Smaltimento delle condense della caldaia a condensazione

Caldaia a condensazioneLo smaltimento della condensa, sostanza che ha un profilo acido, prodotta dalle caldaie a condensazione costituisce una minaccia per l’ambiente.

La soluzione più comune per lo smaltimento della condensa,   è il convogliamento negli scarichi delle acque usate degli edifici.
Queste ultime grazie alla presenza di saponi e detergenti ed al loro profilo basico dovrebbero neutralizzare l’acidità delle condense.

L’evoluzione delle norme vigenti in materia di condensa, negli anni ha intrapreso una strada complicata con indicazioni non semplici da attuare. Per gli impianti con potenze  inferiori a 35 kW, mediamente, non sono presenti negli scarichi di condense contenuti elevati di sostanze particolarmente velenose, ne è infatti in linea di massima consentito dalle norme lo scarico diretto nei sistemi di raccolta delle acque fognarie e superficiali.

Con riferimento alla norma UNI 11071/03, sarebbe obbligatorio l’adozione di un sistema di neutralizzazione o passivazione della condensa prima dell’immissione nei sistemi di raccolta delle acque fognarie o superficiali per potenze a partire da 116 kW.Tuttavia,  anche in tal caso non è comunque esclusa la possibilità di neutralizzazione con gli scarichi saponati e con detergenti di uso quotidiano.

Anche in ambito europeo, se si considerano impianti di potenze inferiori ai 200 kW, non sono indicate in maniera univoca le direttive da seguire. Il limite inferiore di potenza al di sotto del quale non è obbligatorio l’utilizzo di un neutralizzatore secondo la normativa europea è di 25 kW termici contro i 35 kW vigenti in Italia.